Otoplastica: la chirurgia per migliorare l'aspetto delle orecchie

Otoplastica: la chirurgia per migliorare l'aspetto delle orecchie

Tra gli inestetismi più frequenti, troviamo quelli che riguardano le orecchie, che spesso recano anomalie quali malformazioni, ipertrofia o eccessiva distanza dal cranio.

In particolare, le orecchie ad ansa, comunemente note col termine di “orecchie a sventola”, rappresentano un fenomeno molto diffuso che di frequente determina imbarazzo e insicurezza nelle persone interessate, soprattutto in età pediatrica.

Si tratta, tuttavia, di difetti facilmente correggibili attraverso un intervento chirurgico detto otoplastica o auricoplastica.

Che cos'è l’Intervento di Otoplastica

L'otoplastica è un intervento di chirurgia estetica che serve a correggere i difetti delle orecchie, attraverso il rimodellamento della cartilagine dei padiglioni auricolari, senza lasciare cicatrici visibili e può essere praticato anche su pazienti in età infantile.

L'intervento consiste nell'avvicinare le orecchie prominenti al cranio, riportandole nella loro normale posizione e restituendovi la normale simmetria. Nei casi in cui il fenomeno delle orecchie ad ansa sia accompagnato anche da assenza di pieghe sul padiglione auricolare, quindi l'orecchio si presenti piatto e/o a conca, l'intervento di otoplastica serve anche a ripristinare la normale plicatura.

Le cause principali della deformità dell'orecchio sono prevalentemente ereditarie e si manifestano con malformazioni di vario tipo, in alcuni casi combinate tra loro, tra cui un mancato sviluppo dell'antelice (una piega dell'orecchio) e iper sviluppo della conca auricolare.

L'intervento di otoplastica interessa l'orecchio esterno, ovvero quella parte di orecchio costituita dal padiglione auricolare (struttura cartilaginea rivestita esternamente di cute) e dal condotto uditivo esterno e visibile a occhio nudo. Il tessuto cartilagineo dell'orecchio è pieghevole e flessuoso, e presenta alcune pieghe che indirizzano le onde sonore all'interno dell'orecchio.

Normalmente, in assenza di malformazioni, l'angolo tra il padiglione auricolare e l'osso temporale del cranio misura circa 2-30 gradi, mentre in presenza di orecchie a sventola l'angolo può superare i 30-35 gradi. L'otoplastica rimodella il tessuto cartilagineo che presenta meno pieghe.

Chi può sottoporsi ad un intervento di otoplastica

L'intervento di auricoplastica è consigliato in tutti i casi in cui il paziente presenti una o più di una delle seguenti caratteristiche:

  • orecchie sporgenti o ad ansa (a sventola);
  • asimmetria nell'ampiezza dei padiglioni auricolari;
  • asimmetria delle pieghe cartilaginee;
  • orecchie troppo grandi e sproporzionate.

I padiglioni auricolari raggiungono la loro dimensione definitiva già in età infantile, intorno al quinto anno di età, col formarsi del tessuto cartilagineo definitivo; pertanto è possibile anche eseguire l'intervento in età pre-scolare, prima che il difetto possa diventare causa di forti condizionamenti.

Intervenendo prima dei 5 anni si rischierebbe invece di provocare una crescita anomala dell'orecchio e di non risolvere il problema definitivamente. L'operazione può essere eseguita sia in età pediatrica che in età adulta senza alcun rischio e senza lasciare segni evidenti. Sia nel caso di orecchie a sventola, sia nel caso di altri difetti delle orecchie, si tratta tuttavia di inestetismi di natura puramente estetica, che non alterano le normali funzionalità dell'orecchio.

Preparazione all'intervento di otoplastica

Prima di subire l'intervento è necessario sottoporsi ad una serie di esami e controlli, allo scopo sia di accertare che le condizioni generali di salute del paziente consentano di eseguire l'intervento, sia rilevare eventuali controindicazioni o intolleranze all'anestetico.

Il Dottor Domenico Miccolis procederà a esaminare l'intera storia clinica del paziente, verificando l'eventuale presenza di malattie, disturbi dell'udito, infezioni alle orecchie e altre eventuali problematiche, che si sono manifestate anche in passato.

Agli esami clinici seguirà un'accurata analisi delle orecchie del paziente, in cui il chirurgo visionerà le caratteristiche dei padiglioni auricolari. Una volta esaminata la forma, la dimensione e la posizione delle orecchie e analizzate le esigenze del paziente, sarà possibile stabilire gli obiettivi e con essi i dettagli tecnici e procedurali dell'intervento. Il paziente sarà informato sulla procedura dell'intervento e sul decorso post-operatorio.

Terminata la visita, il paziente si sottoporrà agli esami clinici prescritti dal Dott. Miccolis, in particolare esami del sangue ed elettrocardiogramma.

Nei giorni che precedono l'intervento di otoplastica è opportuno osservare alcuni comportamenti preventivi. Se il paziente è un fumatore, è importante che si astenga dal fumo per almeno due settimane prima e due settimane dopo l'intervento. Il fumo ha infatti la capacità di alterare il flusso sanguigno, compromettendo il processo di guarigione. Sarà preferibile, inoltre, non assumere farmaci a base di acetilsalicico (aspirina) o altri tipi di infiammatori, poiché questi sono in grado di rallentare la coagulazione del sangue e quindi favorire il processo emorragico. In ogni caso, comunque, sarà opportuno consultare il Dott. Miccolis prima di decidere di eliminarli o di ridurne la dose.

Normalmente, nei pazienti adulti, l'intervento viene eseguito in regime di Day Surgery, ovvero di chirurgia ambulatoriale che non prevede ricovero post-operatorio.

Il paziente che dovrà sottoporsi all'intervento, potrà farsi accompagnare da una persona che lo assista nelle prime ore successive all'operazione ed eventualmente durante la notte, per poi riaccompagnarlo a casa una volta dimesso.

Le fasi dell'Intervento di Otoplastica

L'intervento di otoplastica negli adulti viene svolto in regime di anestesia locale e sedazione endovenosa, mentre la tecnica operativa comunemente impiegata è quella dell'incisione.

L'anestesia locale implica che il paziente non perda lo stato di coscienza durante l'intervento e allo stesso tempo, che non senta alcun dolore nelle zone interessate dall’intervento stesso. Sarà necessario, inoltre, che il paziente osservi il digiuno a partire dalla mezzanotte del giorno della seduta di chirurgia estetica.

La procedura chirurgica dura circa 40 minuti e inizierà con l’incisione verticale lungo il solco retroauricolare (parte posteriore dell'orecchio), allo scopo di raggiungere il tessuto cartilagineo da rimodellare sulla base del disegno predisposto prima dell'intervento. Nella maggior parte dei casi, le incisioni vengono praticate mediante tecnica laser, circostanza che consente di conferire la massima naturalezza alle nuove curve e convessità create sul padiglione auricolare.

La fase di rimodellamento, invece, serve a modificare la sporgenza del padiglione auricolare e varia in base alla condizione di partenza e agli obiettivi stabiliti. Se lo scopo dell'intervento è quello di ridimensionare il padiglione auricolare, può essere sufficiente una semplice riduzione dell'angolo derivante dalla sporgenza del padiglione rispetto al cranio, eliminando una piccola porzione di cute e riposizionando la membrana cartilaginea.

La fase successiva ha invece lo scopo di fissare e mantenere il nuovo disegno auricolare (pieghe o pliche cartilaginee) attraverso punti di sutura interni che, salvo in rari casi di complicazioni, non vengono più rimossi poiché riassorbibili.

Seguono, infine, la sutura esterna dell'orecchio tramite l’applicazione di un cerotto chirurgico e il bendaggio elastico che sarà rimosso dopo 3-4 giorni circa.

Al termine dell'intervento, dopo alcune ore di riposo, il paziente potrà tornare a casa accompagnato (a meno che non sia stata prevista una notte di permanenza presso la struttura clinica di riferimento) e dovrà osservare alcuni comportamenti, indicati dal Dottor Domenico Miccolis, durante tutto il decorso post-operatorio. In particolare, il chirurgo indicherà al paziente i farmaci da assumere, i movimenti da evitare, il riposo da osservare, come eseguire la detersione, etc.

Il decorso Postoperatorio

Prima delle dimissioni dalla struttura, verranno fissate le date dei successivi due bendaggi. Il primo bendaggio è generalmente costituito da una fascia a forma di turbante, dunque interessa tutto il cranio, mentre i successivi, che normalmente avvengono dopo alcuni giorni, sono più leggeri.

La fascia protettiva serve a evitare che la zona interessata dall'intervento, ancora caratterizzata da sensibilità ridotta, possa subire traumi o danni, ma anche ad isolarla da eventuali batteri.

In media, a seguito dell'intervento di otoplastica i pazienti tornano a svolgere le normali attività quotidiane dopo pochi giorni. Nelle settimane successive all'intervento, è comunque consigliabile evitare sforzi eccessivi e non sottoporre le orecchie a pressioni o sollecitazioni smisurate. Quanto all'attività fisica, è bene attendere alcune settimane prima di riprendere a fare sport intenso o agonistico, soprattutto se si tratta di discipline che prevedono un contatto fisico.

L'intervento di otoplastica generalmente non presenta controindicazioni. Il paziente potrà avvertire sensazioni di stanchezza, intorpidimento e formicolio alle orecchie, che tenderanno a scomparire naturalmente col passare delle ore.

Otoplastica: un intervento che non lascia cicatrici visibili

Un ulteriore aspetto particolarmente vantaggioso della chirurgia otoplastica riguarda il processo di cicatrizzazione.

La tecnica laser impiegata per le incisioni e la sutura eseguita per piani cutanei e cartilaginei, consentono la formazione di cicatrici particolarmente sottili, piatte e lineari.

Inoltre, le incisioni vengono praticate nella piega retro-auricolare: pertanto, oltre a cicatrizzare facilmente, le ferite non lasciano segni visibili e le cicatrici sono perfettamente mimetizzate nella parte posteriore del padiglione auricolare.

L'esito cicatriziale dell'intervento di otoplastica è pertanto quasi irrilevante

Hai bisogno di maggiori informazioni?