Mastoplastica riduttiva

Mastoplastica riduttiva Milano

La mastoplastica riduttiva, o chirurgia estetica di riduzione del volume del seno, è un'operazione chirurgica che consente di modificare la forma e le dimensioni del seno molto voluminoso (condizione definita ipertrofia o iperplasia mammaria), nonché di correggere l'asimmetria delle mammelle.

Nonostante non si possa parlare di una dimensione del seno assolutamente “ideale”, è altrettanto vero che esista una dimensione delle mammelle che risulti esteticamente naturale e soprattutto proporzionata al resto del corpo.

Le donne dotate di un seno troppo voluminoso sono generalmente esposte ad una serie di rischi e patologie che interessano la postura e di conseguenza la colonna vertebrale. Un seno di dimensioni troppo grandi può, inoltre, dare luogo ad una serie di disagi sia psicologici, legati all'estetica e alla difficoltà di trovare abiti idonei, che funzionali, per via della ridotta libertà di movimento che ne deriva, soprattutto per chi pratica sport.

Ciò si verifica a causa del fatto che, per sostenere il peso eccessivo delle mammelle, la schiena, il collo e le spalle tendono ad inarcarsi in avanti, provocando lo spostamento del baricentro corporeo e uno sforzo innaturale della colonna vertebrale.

Le conseguenze più immediate sono: compressione del torace e delle fibre nervose, dolore alla schiena, al collo e alle spalle, alterazioni nella postura e nella normale struttura anatomica, problemi ortopedici ed altre conseguenze minori.

Non di rado, inoltre, si verificano casi di donne che, a causa del peso eccessivo del seno, soffrono di affanno, mal di testa, parestesia (formicolio dovuto ad una alterazione nella sensibilità degli arti) e intorpidimento delle braccia.

Senza considerare che un seno fuori misura tende ad essere ptosico (particolarmente rilassato e pensile a causa del peso). Tale circostanza dà luogo frequentemente ad un danneggiamento della cute localizzata nel solco sotto-mammario, dovuta alla permanenza del sudore in quella zona. A ciò si aggiungono i fastidi provocati dall'inevitabile pressione delle stringhe dei reggiseni sulla pelle, che spesso provocano lesioni molto dolorose, specie per le donne che ricorrono a soluzioni contenitive o comprimenti, nel tentativo di sostenere meglio il peso delle mammelle o di nasconderne le dimensioni eccessive.

Spesso, per ovviare ai disturbi sopraindicati, le donne fanno ricorso a diete dimagranti estreme, rimedi farmacologici superficiali (quali antinfiammatori e antidolorifici), terapie fisiche, ginnastica correttiva e discipline che, pur svolgendo un'azione tonificante, non sono in grado di risolvere il problema alla radice.

Solo un intervento di mastoplastica riduttiva è in grado di restituire al corpo la sua naturale anatomia, di creare un equilibrio armonico tra forma e volume del seno, correggere i difetti posturali rimediando definitivamente alle conseguenze patologiche dell'iperplasia mammaria a carico della colonna vertebrale e del resto del corpo.

Liberandosi dal peso in eccesso, la colonna vertebrale ritrova il proprio equilibrio naturale, mentre il corpo riprende la sua piena libertà di movimento. In assenza dei disagi psicologici legati ad un seno eccessivo e ad una mancata libertà di movimento, ne trarrà giovamento anche la vita sociale.

Quando è consigliabile sottoporsi ad un intervento di mastoplastica riduttiva

Generalmente i disagi connessi all'iperplasia mammaria si presentano in età puberale, con lo sviluppo della ghiandola mammaria, ma in molti casi l'aumento eccessivo del volume delle mammelle si manifesta con la prima gravidanza (per effetto di estrogeni, progesterone, prolattina, corticotropina e altri ormoni che stimolano la crescita del seno), trasformandosi in una condizione permanente, anziché regredire alla fine del periodo di allattamento.

In altri casi, invece, l'insorgere di iperplasia mammaria è legato ad un improvviso e notevole aumento di peso per eccesso di depositi adiposi. Anche in caso di dimagrimento e superamento della condizione di obesità, si verificano casi in cui le mammelle, pur perdendo tono, non tornano alla loro forma e dimensione originaria, rendendo opportuno intervenire chirurgicamente per ridurre la loro massa.

L'intervento di mastoplastica riduttiva è l'unico in grado di risolvere il problema dell'iperplasia mammaria e della gigantomastia, nonché le conseguenze di tale disagio, in maniera efficace e definitiva, al contrario di eventuali trattamenti farmacologici e di terapie mediche palliative che possono temporaneamente lenire il dolore e limitare i danni.

Non vi sono limiti di età entro i quali si può realizzare un intervento di chirurgia estetica di riduzione della massa del seno, tuttavia nei casi di mammelle eccessivamente voluminose nelle donne molto giovani, è possibile intervenire attraverso una liposuzione mammaria, agevolata dall'elasticità della cute. Molte donne avvertono i sintomi e subiscono le conseguenze di un seno troppo grande (dolori, infezioni, disagi psico-sociali, etc.), ma non tutte ne comprendono la causa. Occorre pertanto tenere presente che la mastoplastica riduttiva è necessaria o consigliabile in presenza delle seguenti condizioni:

  • Seno eccessivamente voluminoso (gigantomastia) e sproporzionato rispetto all'anatomia del corpo e alla capacità di sostenerne il peso della colonna vertebrale.
  • Seno molto voluminoso (ipertrofia o iperplasia mammaria) che crea conseguenze patologiche a livello posturale, ortopedico e psicologico.
  • Seno eccessivamente pendulo e pesante, con le areole rivolte verso il basso.
  • Dolori a carico di spalle, collo e schiena a causa del peso mammario e dello sbilanciamento statico della colonna vertebrale.
  • Riduzione della libertà motoria e della capacità di svolgere attività fisica.
  • Disagi sociali e psicologici e diminuzione dell'autostima.

La visita medica preventiva

Prima di programmare un intervento di mastoplastica riduttiva, è necessario sottoporsi ad un'accurata visita medica specialistica presso la nostra clinica autorizzata.

La visita ha innanzitutto lo scopo di valutare la situazione attuale relativamente a forma e volume delle mammelle, tipologia di cute, qualità dei tessuti mammari e posizionamento di areole e capezzoli. In secondo luogo, verrà attentamente ripercorsa la storia clinica della paziente (anamnesi) al fine di prevedere eventuali complicanze che impediscano il corretto svolgimento dell'intervento, e di rilevare possibili allergie e patologie che possano interferire con l'anestesia e i farmaci utilizzati durante le varie fasi previste dall'intervento.

Durante la visita verrà inoltre stabilito un obiettivo che, sulla base degli elementi rilevati, soddisfi il più possibile le richieste della paziente compatibilmente con la sua situazione attuale. Il chirurgo illustrerà inoltre la tecnica chirurgica utilizzata, la modalità di svolgimento dell'intervento e le indicazioni relative al decorso post-operatorio. In occasione del controllo medico pre-operatorio verranno esposti anche eventuali rischi e complicazioni connessi ad un intervento di riduzione del seno.

Al termine della visita il chirurgo prescriverà esami clinici specifici allo scopo di valutare lo stato di salute generale della paziente, in particolare in termini di pressione sanguigna e capacità di cicatrizzazione, onde escludere patologie che compromettano il risultato dell'operazione. Inoltre, la visita pre-operatoria prevede l'impegno da parte della paziente a sottoporsi ad una serie di esami di routine tra cui: ecografia mammaria, mammografia, elettrocardiogramma, emocromo, etc.

Il medico indicherà altresì l'alimentazione e la terapia farmacologica da seguire nella fase pre-operatoria e post-operatoria. In particolare, nei giorni che precedono l'intervento è opportuno evitare di fare uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), quali l'aspirina, poiché suscettibili di interferire col metabolismo dei comuni anestetici, nonché astenersi da alcolici e fumo di sigaretta, che possono provocare ritardi o difficoltà nella guarigione.

Una donna che intende sottoporsi ad un intervento di chirurgia riduttiva dovrà inoltre essere informata della possibilità che, a seguito della riduzione del seno, specie se molto significativa, perda la capacità di allattamento in caso di gravidanza. La paziente dovrà infine rilasciare il proprio consenso all'intervento di mastoplastica riduttiva attraverso la sottoscrizione dell'apposito modulo predisposto dalla SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica).

Durante la visita specialistica vengono generalmente concordati anche il giorno e l'orario del ricovero, riconfermati qualche giorno prima dell'intervento, mentre dalla mezzanotte del giorno dell'operazione la paziente dovrà tenersi a digiuno.

Come si svolge l'intervento di mastoplastica riduttiva

La prima fase dell'intervento chirurgico di riduzione del seno prevede un'ulteriore visita della paziente da parte dell'anestesista, allo scopo di convalidare gli esami clinici svolti e confermare la possibilità di eseguire l'intervento.

L’operazione di riduzione mammaria consiste nell'asportazione proporzionata degli eccessi di tessuto mammario, cute, adipe e ghiandole. La durata media dell'intervento chirurgico di riduzione della massa del seno è di circa 45 minuti, ma può protrarsi anche per alcune ore, a seconda dei casi.

Le tecniche anestetiche più avanzate consentono di praticare durante un intervento di mastoplastica riduttiva l'anestesia locale con sedazione endovenosa (neuroleptoanalgesia), in luogo della più invasiva anestesia totale o generale. Questa tecnica consiste nell'addormentamento dell'area da operare senza induzione di sonno profondo, per cui la paziente durante l'intervento è sveglia, pur se completamente rilassata al pari di uno stato di sonno e insensibile al dolore, senza tuttavia subire i fastidi post-operatori provocati dall'anestesia totale e senza doversi trattenere in clinica nei giorni successivi all'intervento.

La fase della ripresa sarà dunque più rapida e meno traumatica, garantendo comunque una analgesia duratura che impedirà di avvertire il dolore subito dopo l'operazione. L'anestesia generale viene eccezionalmente praticata solo in casi di gigantomastia o grave iperplasia, attraverso l'impiego della maschera laringea (dunque senza intubazione). La mastoplastica riduttiva praticata con anestesia locale prevede normalmente un day-hospital e il rilascio al termine della giornata, mentre l'intervento in anestesia totale prevede la permanenza di una o due notti in clinica.

Prima ancora di procedere all’anestesia, il chirurgo plastico disegnerà sul seno della paziente, in posizione eretta, le linee sulle quali verranno tracciate le incisioni in fase operatoria. Normalmente il disegno del piano operatorio consiste in un segno circolare che traccia il perimetro della zona in cui verrà riposizionata l'areola e altri segni sulla parte inferiore della mammella, che tracciano i confini delle porzioni di tessuto da asportare. Le dimensioni delle incisioni variano in base all'importanza delle riduzioni e solitamente seguono lo schema cosiddetto dell'àncora o della “T” capovolta. Esse possono essere eseguite solo intorno alle areole e da queste verso il basso in senso verticale fino alla piega sotto-mammaria e lungo la piega inferiore della mammella.

Durante l'intervento verranno praticate incisioni solo in corrispondenza dei segni tracciati, mentre la parte di cute da rimuovere verrà ulteriormente evidenziata ed asportata insieme al tessuto ghiandolare e adiposo sottostante.

Le incisioni eseguite sono, generalmente, tre: una eseguita intorno all'areola (incisione periareolare), una lungo il solco sotto-mammario, una terza verticale effettuata tra il bordo inferiore dell'areola e il solco sotto-mammario.

Le incisioni sono di solito "infiltrate", ovvero praticate iniettando un vasocostrittore che riduca l'emorragia.

Terminata l'asportazione, il chirurgo procede a rimodellare e riposizionare il capezzolo nella zona prestabilita in fase pre-operatoria. Normalmente ciò comporta anche un ridimensionamento dell'areola, in modo che appaia proporzionata alle nuove dimensioni delle mammelle.

Al termine dell'intervento verranno applicati dei punti di sutura intorno al capezzolo e su tutte le zone interessate dall'incisione, dunque sulle linee tracciate verticalmente all'areola e lungo il solco sotto-mammario.

L'intervento di mastoplastica riduttiva termina con l'applicazione delle suture e successivamente, di appositi drenaggi da tenere per circa 24-48 ore, allo scopo di eliminare il sangue accumulatosi durante l’intervento. Saranno inoltre applicati degli appositi bendaggi, da sostituire dopo alcuni giorni con un reggiseno contenitivo.

Normalmente, l'intervento non comporta alterazioni nella sensibilità cutanea. Inoltre, raramente si manifestano temporanee od occasionali parestesie nella zona dell'areola e dei capezzoli, che spariscono naturalmente nel giro di alcuni mesi. Può tuttavia essere compromessa la capacità di allattamento, per questa ragione si consiglia generalmente di sottoporsi alla mastoplastica riduttiva alla fine di un periodo di allattamento.

Nel costo dell’intervento sono previsti:

·         Equipe chirurgica, anestesiologica e personale infermieristico

·         Materiali di consumo e presidi medici

·         Clinica specializzata (case di cure private e degenza dove richiesto)

·         Aiuto chirurgo

Le cicatrici dopo l'intervento di mastoplastica riduttiva

Le cicatrici residue riportate dopo un intervento di chirurgia riduttiva del seno, pur essendo permanenti, saranno localizzate in una zona generalmente coperta dal reggiseno. In particolare, si tratterà della zona mammaria interessata dalle incisioni, quindi quella al di sotto dell'areola e della piega sotto-mammaria. Le sottili cicatrici si troveranno in corrispondenza della “T” rovesciata disegnata in fase pre-operatoria; la cicatrice circolare posta intorno all'areola tende invece a diventare invisibile poiché col tempo si confonde tra la cute e la mucosa del capezzolo.

La bravura e i tanti anni di esperienza alle spalle del nostro chirurgo estetico e la particolarità dei materiali utilizzati per l’applicazione dei punti di sutura, consente di garantire la minore visibilità possibile delle cicatrici. Le "skin stapplers", le particolari graffette utilizzate per applicare i punti intradermici, consentono una suturazione sottile, senza irregolarità nella trazione della pelle e quindi nel tratto della cicatrice. La visibilità e l'arrossamento delle cicatrici post-mastoplastica normalmente tende ad attenuarsi col passare del tempo e comunque non è mai tale da incidere negativamente sull'estetica delle nuove mammelle.

Malgrado la statistica suggerisca che pochissime donne risultano significativamente infastidite dalla permanenza delle cicatrici lasciate dalle incisioni, è tuttavia possibile, in caso di intolleranza, eliminare anche i segni meno visibili attraverso sedute di microchirurgia estetica.

La tecnica in uso è basata sul prelievo di porzioni di derma non lesionato da zone del corpo più nascoste, allo scopo di ricostruire il tessuto cicatriziale. L'intervento di microchirurgia ricostruttiva non può essere eseguito nell'immediato post-operatorio: è necessario che trascorrano almeno due mesi dall'intervento di mastoplastica riduttiva.

Va comunque sottolineato che la capacità di cicatrizzazione varia in base alle caratteristiche della paziente e alla zona sottoposta ad intervento, e che la qualità delle cicatrici dipende spesso anche dal comportamento in fase post-operatoria, ovvero dalla scrupolosa osservanza del riposo raccomandato. Per il miglior esito cicatriziale occorre dunque evitare di sottoporre a sforzi e trazioni la zona interessata dall'intervento, onde evitare il conseguente allargamento delle cicatrici.

Il decorso post-operatorio dell'intervento di mastoplastica riduttiva

La notte successiva all'intervento di chirurgia riduttiva delle mammelle la paziente sarà ancora sotto l'effetto del sedativo e dovrà pertanto essere assistita nella deambulazione, oltre che assumere quantità di cibo moderate.

Il giorno successivo, terminato l'effetto dell'analgesico, potrà spostarsi autonomamente. Indolenzimento dell'area operata, stanchezza e leggero gonfiore sono i disagi tipici della fase post-operatoria, ma sono notevolmente attenuati dagli antinfiammatori prescritti nella terapia farmacologica. Trattandosi di un intervento basato sulla sola asportazione della cute e dei tessuti in eccesso, normalmente il dolore post-operatorio avvertito dalla maggior parte delle donne è di gran lunga minore delle aspettative.

Episodi di infezioni, cicatrici ipertrofiche o cheloidee, alterazioni della sensibilità dell'area operata, perdita della capacità di allattamento si verificano molto raramente.

Tuttavia è molto importante che la paziente osservi le indicazioni fornite dal chirurgo e segua la terapia farmacologica, al fine di agevolare la guarigione e minimizzare i tempi della ripresa. La paziente dovrà inoltre evitare movimenti troppo ampi che stressino la zona sottoposta all'intervento e rischino di ampliare le cicatrici in fase di formazione.

Durata dei risultati dell'intervento di mastoplastica riduttiva

I risultati dell'intervento di riduzione del seno sono permanenti e irreversibili nella stragrande maggioranza dei casi, poiché dovuti ad un’asportazione dei tessuti ritenuti superficiali. Pertanto la nuova forma e la nuova dimensione del seno resteranno costanti, così come la naturale armonia delle proporzioni. Significativi aumenti di peso avranno naturali ripercussioni sull'aumento del volume delle mammelle, ma non potranno tuttavia ripristinare la situazione patologica di partenza e rendere necessario un nuovo intervento. Un leggero abbassamento delle mammelle è una condizione inevitabile nel corso degli anni.

Fattori come la gravidanza, l'invecchiamento, la perdita di tonicità cutanea e uno stile di vita poco salutare (fumo, alcol, cattiva alimentazione, sedentarietà, etc.) potranno tuttavia incidere negativamente sullo stato e l'aspetto del nuovo seno.

Le mammelle, inoltre, sono organi sensibili ai cambiamenti ormonali e possono dunque mutare forma e dimensione nel corso della vita di una donna, tuttavia mai al punto da compromettere i risultati positivi dell'intervento di mastoplastica riduttiva.

Il ritorno alle normali attività quotidiane

Nei due giorni successivi all'intervento di riduzione del seno è raccomandato assoluto riposo.

Generalmente, per i primi 12-14 giorni si raccomanda di non svolgere attività fisiche impegnative e non fare sforzi con le braccia, specie fino alla rimozione delle suture, solitamente prevista dopo 10 giorni dall'intervento.

Il ritorno alle normali attività deve essere graduale ed è in genere previsto dopo circa due settimane dall'operazione, con dei limiti all'attività fisica e sportiva che comunque è possibile svolgere.

Sarebbe opportuno anche evitare la guida dell'automobile per un paio di settimane dopo l'intervento. È altresì indicato evitare attività quali sollevamento pesi, lavori manuali faticosi, movimenti vigorosi, saune ed esposizione al sole.

Le prime settimane successive all'intervento prevedono degli incontri col chirurgo in cui verranno effettuati controlli e medicazioni. È inoltre previsto un periodo di assestamento di alcuni mesi, al termine dei quali il nuovo seno assumerà la forma e la dimensione prestabilite. Non si potrà infine esercitare pressione sulle mammelle per circa due mesi, pertanto è sconsigliabile dormire in posizione prona. 

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