Mastoplastica Additiva

Mastoplastica Additiva milano

La mastoplastica additiva

Operazione un tempo poco diffusa e a stretto appannaggio delle star di Hollywood, oggi la mastoplastica additiva - più comunemente chiamata “aumento del seno” - rappresenta uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti nella nostra struttura, grazie anche a tecniche sempre nuove che permettono di ridurre al minimo i segni sulla pelle, oltre che i tempi di recupero.

Nel corso della sua pluridecennale carriera nel settore della Chirurgia Plastica Estetica, il Dottor Domenico Miccolis ha realizzato e portato a termine con successo numerosi interventi di mastoplastica additiva. Il segreto?  Un’esecuzione operatoria da manuale accompagnata da un’indiscussa professionalità dello staff medico, che affianca ogni paziente durante tutto il suo percorso chirurgico, con elevati standard di qualità perseguiti.

Benefici, ragioni e utilità della mastoplastica additiva

Da anni ormai le indagini statistiche rivelano che la fascia di età che costituisce la maggiore utenza (fino al 50%) della mastoplastica additiva è quella che va dai 19 ai 34 anni. Questo è un periodo importante nello sviluppo e nella vita del paziente, e sono disparate le motivazioni che si celano dietro l’aumento del numero di interventi.

La mastoplastica additiva pone rimedio ad alcuni difetti estetici prettamente femminili: un seno troppo piccolo rispetto alle proporzioni del corpo, un allentamento o rilassamento dei tessuti, o un desiderio di aderire in maggiore misura ai propri personali standard di bellezza.

Altre donne invece, dopo aver portato a termine una gravidanza e il periodo di allattamento, scoprono che il proprio seno ha subito un rilassamento dei tessuti mammari e desiderano restituire volume e pienezza al proprio corpo.

Il trascorrere degli anni, il desiderio di un miglioramento estetico, il bisogno di una maggiore sicurezza a livello psicologico sono tutte valide ragioni che portano le donne ad approcciarsi in maniera attiva e costruttiva al proprio corpo e alla propria femminilità, di cui il seno è innegabilmente parte rilevante.

In genere, infatti, molte donne dopo l’intervento hanno beneficiato di un maggiore benessere psicologico, dovuto ad un’autostima ritrovata.

Oggi l’intervento di mastoplastica è eseguito con tecniche innovative, frutto di ricerche e anni di perfezionamento. La paziente, in accordo con il chirurgo, stabilirà le nuove forme da modellare, nel pieno rispetto del proprio corpo e della propria bellezza.

La mastoplastica additiva: in cosa consiste

La mastoplastica additiva è l’intervento di chirurgia plastica, eseguito in anestesia locale con sedazione, a cui ci si sottopone per ottenere un visibile aumento del seno, grazie all’inserimento di protesi all’interno di una sacca allestita dal chirurgo sotto la ghiandola mammaria.

Prima dell’operazione saranno necessari esami del sangue completi e una visita specialistica che assicuri l’assenza di patologie che possano minare lo stato di salute e il risultato estetico dell’intervento.

In dettaglio: prepararsi alla mastoplastica additiva

Abbiamo a cuore le nostre pazienti; per questo motivo, prima dell’intervento sarà indispensabile una visita preliminare per valutare insieme al proprio chirurgo una serie di informazioni indispensabili alla buona riuscita dell’operazione: in primis che la paziente abbia raggiunto una buona maturità psicologica e che le sue aspettative siano in linea con i potenziali risultati dell’intervento chirurgico.

L’intervento deve essere, quindi, preceduto da esami del sangue e da una visita specialistica di controllo: vediamo più nel dettaglio di che cosa si tratta.

Ogni donna ha esigenze proprie, non solo psicologiche, ma anche fisiche. Un incontro preparatorio con dei chirurghi specializzati chiarisce quali esse siano e come queste necessità possano essere affrontate al meglio. Un primo colloquio, quindi, ha un tono unicamente informativo: la donna potrà porre domande e ricevere risposte da parte di esperti che da anni si occupano di questo genere di operazioni, così che ogni aspetto le sia chiaro e possa scegliere in condizioni di piena consapevolezza; il medico, a sua volta, ha modo di raccogliere tutti i dati inerenti alla salute della paziente e cominciare a prepararsi all’intervento.

Questa operazione richiede una serie di esami preliminari: le analisi ematocliniche saranno seguite da un elettrocardiogramma. Un’affezione di origine allergica o di qualsiasi altro tipo deve essere resa nota al chirurgo, il quale deve essere in possesso di un quadro clinico completo della salute della paziente. Se i risultati delle analisi ematocliniche e l’anamnesi personale dimostreranno essere nella norma, il chirurgo estetico darà il via libera all’intervento.

La visita specialistica

Dopo questo scambio chiarificatore, si procede con l’esame specialistico. I dati che il chirurgo ha ottenuto devono essere implementati da una valutazione del seno, in modo da poter decidere quale sia la migliore tecnica per un intervento di successo. La costituzione della paziente e il tipo di tessuti che presenta sono fattori determinanti per individuare e perfezionare, personalizzandolo, il tipo di procedura da adottare.

Oltre alle caratteristiche anatomiche del seno, sono valutati anche i suoi desideri e le sue aspettative; risulta rilevante, inoltre, anche la sua storia clinica. Sulla base di queste informazioni, ora complete, sarà possibile per il chirurgo prospettare l’intervento migliore, e informare la paziente circa il risultato previsto e il periodo post-operatorio. Solo se in accordo con tutte queste prospettive, l’operazione potrà avere luogo.

Il consenso informato

Queste prime visite sono mirate a coinvolgere tanto il chirurgo quanto la paziente. In particolare, è importante per il risultato della chirurgia l’atteggiamento psicologico della paziente.

Un intervento al seno è di per sé un passo importante nella psiche della donna e il suo equilibrio psicologico e la sua piena consapevolezza sono necessari prima di procedere.

Per questo motivo il chirurgo illustra alla paziente ogni dettaglio dell’operazione, chiedendole in seguito di firmare un documento di consenso informato. Chiarezza e fiducia sono elementi indispensabili per un rapporto proficuo tra medico e paziente, e per la buona riuscita dell’intervento sotto tutti i suoi aspetti.

Il tipo di operazione

Come anticipato, l’indagine approfondita del seno, della sua costituzione e della sua posizione, che si svolge durante la visita specialistica saprà dire al chirurgo plastico quali sono le modalità migliori di procedura della mastoplastica additiva. Infatti, le protesi mammarie possono essere innestate secondo più metodi alternativi: Vediamo quali sono:

  • Mastoplastica additiva con posizionamento retroghiandolare: una soluzione che risulta preferibile in donne che presentano una copertura cutanea e ghiandolare sufficientemente estesa.
  • Mastoplastica additiva con posizionamento retromuscolare: questa tecnica è generalmente scelta quando la mastoplastica additiva coinvolge pazienti che risultano avere una copertura cutanea o una copertura ghiandolare non abbastanza estesa. È consigliata soprattutto per pazienti esili che hanno tessuti sottili e poco tessuto mammario; in questo modo la protesi non risulterà visibile.
  • Mastoplastica additiva con posizionamento parzialmente retromuscolare: quest’ultima soluzione di posizionamento è consigliabile per quelle pazienti che desiderano rimediare a un rilassamento (ptosi) del seno abbastanza lieve o limitato.

L’autopalpazione del seno dopo la mastoplastica

È bene sapere fin da subito che l’intervento di mastoplastica additiva non comporta alcun problema nell’ autopalpazione del seno; questo perché, come il chirurgo non mancherà di illustrare, la protesi mammaria verrà posta sempre in una zona situata dietro il tessuto ghiandolare. È proprio il tessuto ghiandolare a essere palpato nella prevenzione dei tumori ed è per questo che la protesi non interferirà in alcun modo con questa procedura.

È necessario inoltre fugare ogni dubbio a proposito di qualche ipotizzabile collegamento fra la mastoplastica additiva e l’insorgenza del tumore al seno: approfonditi e lunghi studi hanno dimostrato che non è possibile stabilire nessuna correlazione positiva fra l’intervento plastico al seno e lo sviluppo di tumori nel tessuto mammario.

Condizioni ideali per la riuscita dell’intervento di mastoplastica additiva

Gli esiti della mastoplastica additiva risulteranno naturali tutte le volte che la protesi mammaria si riveli adatta per forma e volume alla corporatura della paziente e copra in maniera adeguata il tessuto mammario pre-esistente.

Sarà preferibile, dunque, che la paziente si presenti all’operazione con il peso corporeo ideale che intende mantenere nel lungo periodo.

Inoltre, a favorire il buon esito dell’operazione è anche l’assenza o la presenza solo lieve di ptosi mammaria (il fenomeno di cedimento della mammella e del suo conseguente spostamento verso il basso).

I giorni prima dell’operazione

Una volta portate a termine tutte le visite necessarie, si stabilirà la data dell’intervento. La donna dovrà evitare alcuni specifici comportamenti almeno sette giorni prima che la mastoplastica additiva abbia luogo.

In particolare, bisogna esimersi dal fumare e dall’assumere farmaci; eccezioni, in quest’ultimo caso, possono essere consentite esclusivamente previo accordo con il chirurgo estetico e con il medico anestetista.

Il giorno dell’operazione

Il chirurgo e lo staff medico daranno precise istruzioni alla donna, ad esempio su come è preferibile che si vesta e si prepari in vista dell’intervento, evitando di indossare abiti stretti o scomodi, o sul fatto che è bene che si presenti senza aver mangiato o bevuto nell’immediato passato.

Per la donna, è ideale portare dei reggiseni modellanti (che non saranno indossati nell’immediato post-operatorio, ma che, su conferma dello staff medico, potranno essere utilizzati dopo la fine del periodo critico) e magari una felpa comoda e larga, fornita di cerniera lampo.

Le procedure pre-operatorie

Una volta in clinica, alla paziente verrà chiesto di indossare un camice operatorio; il chirurgo e lo staff si accerteranno dello stato di salute fisica e psicologica nella fase di pre-intervento, rispondendo alle domande e alle eventuali curiosità del paziente.

Successivamente, il chirurgo disegnerà la zona dell’intervento sulla pelle, in modo da facilitare lo svolgimento dell’operazione e, dopo la somministrazione di un farmaco, la paziente sarà accompagnata in sala operatoria.

L’anestesia e la sedazione profonda per la mastoplastica additiva

L’operazione chirurgica dura in genere da un minimo di 30 ad un massimo di 60 minuti, ma saranno le condizioni personali della paziente a determinarne con esattezza il tempo d’intervento.

La mastoplastica additiva è così breve e poco invasiva da non richiedere anestesia totale, ma solo locale. Questo non significa che la paziente sarà in uno stato di veglia: il medico anestetista si occuperà di portarla in uno stato di sedazione profonda equivalente ad uno stato di sonno profondo.

La sedazione profonda costituisce un grande vantaggio della moderna chirurgia estetica, almeno sotto tre punti di vista: in primo luogo, i tempi di recupero post-operatorio vengono ridotti sensibilmente; in secondo luogo, alla paziente vengono risparmiati i disagi e i rischi di un’anestesia generale; in terzo luogo la paziente gode di tutti i vantaggi di un’insensibilità de facto nella zona prescelta, senza però dover assistere al proprio intervento.

L’anestesia locale verrà quindi circoscritta all’area mammaria, mentre l’anestetico, preparato su misura in base alle necessità della paziente, verrà somministrato per via endovenosa.

Mastoplastica additiva: l’intervento vero e proprio

La zona prescelta viene poi disinfettata e preparata, prima che l’intervento abbia inizio. All’interno dei tessuti delle mammelle si inietta una soluzione che ha la proprietà di restringere i vasi sanguigni: in questo modo il volume di apporto ematico viene ridotto per il tempo necessario alla mastoplastica additiva; la minor presenza di sangue permette al chirurgo di operare in una situazione più pulita e in condizioni di maggiore visibilità, così che l’incisione nel seno e l’inserimento della protesi mammaria avvenga in maniera precisa.

Concluse le procedure preparatorie, inizia l’intervento vero e proprio. Viene effettuata un’incisione lungo la regione inferiore del margine areolare: l’incisione è sottilissima, si estende per circa 3-5 centimetri, e la zona, che si trova tra la pelle e la mucosa, è scelta appositamente in modo che la cicatrice risulti facilmente mimetizzabile e difficilmente visibile in situazioni quotidiane (rispetto a cicatrici più visibili come quelle conseguenti a incisioni sottomammarie o ascellari).

Una volta praticata l’incisione, il chirurgo crea una tasca chirurgica, dove verrà inserita la protesi mammaria a seconda della soluzione scelta, dietro il complesso ghiandolare, dietro il muscolo pettorale o in un posizionamento centrale rispetto ai primi due.

Si procede, in seguito, a suturare l’incisione; solitamente si favorisce una sutura tramite graffette disposte esternamente e punti invece interni, di modo che la zona sani in maniera piana e senza incongruenze rispetto alla pelle circostante.

L’operazione viene ripetuta allo stesso modo sull’altro seno. La mastoplastica additiva nella sua fase chirurgica è completata con l’applicazione di un bendaggio attorno al petto.

La paziente viene poi accompagnata fuori dalla sala operatoria, all’interno di una sala di rianimazione dove il risveglio avverrà con tutte le precauzioni necessarie. Il successo dell’intervento dipende anche dall’atteggiamento che la paziente assume nei confronti della sua operazione e di questo cambiamento tanto desiderato; nulla va fatto in maniera affrettata. Una rilassatezza psicofisica favorirà una guarigione rapida e la riuscita, sia estetica sia psicologica, della mastoplastica additiva.

Consigli e indicazioni per il post-operatorio

Il chirurgo sarà prodigo di consigli, suggerimenti e rassicurazioni: vediamone alcuni.

Un leggero gonfiore e indolenzimento sono i normali sintomi dell’intervento di mastoplastica additiva a cui seguiranno una terapia antibiotica, antinfiammatoria e dolorifica, a discrezione del chirurgo.

Pertanto si dovrà rispettare scrupolosamente un periodo di riposo, limitando gli sforzi fisici per almeno una settimana. Durante questo periodo la paziente, che in caso di recente gravidanza potrà continuare ad allattare, utilizzerà una fascia costrittiva assicurandosi, inoltre, di disinfettare con regolarità la zona interessata.

Utilissimo ricorrere ad un massaggio che aiuti la normalizzazione e l’adeguamento dei tessuti. Una volta rimossi i punti di sutura, il seno va manipolato tramite un linfodrenaggio manuale per favorire l’uniformazione del derma. Il drenaggio linfatico manuale (DLM) stimola e aiuta il sistema linfatico: in questo modo il fenomeno di incapsulamento potrà procedere senza irrigidimenti e senza divenire evidente o doloroso.

Attenersi alle indicazioni del chirurgo nel periodo che segue la mastoplastica additiva è importante per consentire che il tessuto mammario vada a coprire in maniera uniforme e completa la protesi: questo impedisce che le protesi siano sensibili al tatto. È per questo motivo che queste sono inserite solitamente dietro il tessuto ghiandolare adiposo o dietro il muscolo pettorale, se il primo non risulta essere sufficientemente esteso.

Cosa non fare immediatamente dopo l’operazione di mastoplastica additiva

È assolutamente vietato fare sforzi rilevanti o sollevare pesi durante i primi quindici giorni che seguono l’operazione. Il chirurgo valuterà la possibilità per la paziente di recarsi al lavoro, a seconda del suo tipo di impiego e degli esiti provvisori dell’operazione. L’ideale è che, per il proseguimento normale della propria vita privata, la paziente faccia affidamento sul proprio partner in caso di determinate mansioni: sollevare i bambini, fare la spesa e altre faccende quotidiane potrebbero compromettere lo stato dei punti di sutura.

Anche in seguito alla rimozione dei punti di sutura è bene che la paziente riprenda le proprie attività quotidiane con cauzione e gradualmente, seguendo le indicazioni del chirurgo. Il seno non potrà essere esposto al sole prima di 40 giorni dall’esecuzione dall’intervento di mastoplastica additiva.

Tuttavia, se approvato dal chirurgo, si potrà praticare un’attività ginnica leggera dopo le prime due settimane dall’operazione.

Gli esiti della mastoplastica additiva

La padronanza profonda della tecnica chirurgica, una conoscenza impeccabile della zona operata, l’inserimento preciso della protesi mammaria delle giuste forme e dal giusto volume, oltre che di prima qualità, daranno vita ad un seno perfetto. Nessun aspetto artificiale è visibile all’occhio né sensibile al tatto: al tocco il seno risulterà liscio e morbido, elastico e senza residui d’artificialità.

Tuttavia, esattamente come un seno naturale, non rimarrà per sempre uguale: l’allattamento, l’esposizione alla luce del sole e l’età della paziente contribuiranno a modificarlo.

I nostri interventi di mastoplastica additiva permettono di ottenere eccellenti risultati; all’interno della nostra clinica si conseguono elevati standard di qualità, grazie a una precisa tecnica operatoria, agli eccellenti materiali utilizzati e al coinvolgimento di una specializzata equipe medica.

Le protesi del seno: forme, dimensioni e scelta

Le protesi mammarie per la mastoplastica additiva sono selezionate con cura per rispondere sia ai parametri decisi dal chirurgo, dopo un’attenta analisi del corpo e delle proporzioni della paziente, sia alle aspettative della paziente che ne sarà beneficiaria.

Vi sono diversi tipi e forme di protesi mammarie per l’aumento del seno; i due tipi principali hanno entrambi l’involucro in silicone e si distinguono per il tipo di riempimento. Il primo tipo ha un riempimento con soluzione salina; le seconde sono protesi riempite in gel di silicone coeso (dal morbido al denso), dotate di una superficie testurizzata. Queste ultime sono le migliori fra quelle presenti al giorno d’oggi sul mercato, e quelle assolutamente preferite in Italia e in Europa.

Le protesi in gel di silicone sono la prima scelta dei chirurghi italiani: anni di test e di prove hanno rivelato che sono le più adatte sotto il profilo sanitario, dato che il materiale utilizzato nella loro fabbricazione è particolarmente puro e resiste lungamente nel tempo agli sforzi e alle sollecitazioni della vita di tutti i giorni. Sono inoltre le preferite dalle donne sotto il profilo del comfort: risultano naturali al tocco, sono esteticamente soddisfacenti ed elastiche e sode al punto giusto, senza creare alcun disagio né in posizione statica né in posizione dinamica.

Le protesi in gel di silicone sono misurate secondo consistenza su una scala da 1 (il gel è meno coesivo, più viscoso) a 3 (il gel è solido). La differenza è estetica: un gel in silicone meno denso tenderà verso il basso, dando così al seno un aspetto più naturale; in ogni caso, il chirurgo saprà consigliare la paziente in base alle circostanze e alle sue aspettative.

Sostituzione delle protesi mammarie

Non esiste un tempo predefinito che possa stabilire in maniera precisa dopo quanto tempo sia necessario sostituire le protesi mammarie. Le protesi in gel di silicone coeso sono di eccellente produzione (come d’altronde anche quelle riempite di soluzione salina); per questo riescono a dare un risultato esteticamente molto apprezzabile. Sono pensate per durare nel tempo senza allentarsi o subire malformazioni e possono durare nell’ordine di cinque, dieci, quindici anni.

Tuttavia, come già accennato, il seno stesso è pronto a subire cambiamenti nel corso del tempo: l’esposizione alla luce del sole, il variare dell’età, aumenti e diminuzioni di peso e le vicissitudini della vita (non ultima la felicità di diventare mamme e quindi attraversare una gravidanza e un allattamento) possono cambiare profondamente la forma e la consistenza del proprio seno. Talvolta si rende necessario intervenire nuovamente sul seno per rimediare a una compromissione estetica avvenuta per cause esterne e diversa dalla protesi e dalle sue qualità.

Influssi della mastoplastica additiva sull’allattamento

L’allattamento dei neonati avviene tramite i dotti galattofori, pertanto, poiché l’incisione sul perimetro dell’areola e l’inserimento di protesi mammarie non toccano questi dotti, l’allattamento non è assolutamente compromesso (come può avvenire invece in altre tipologie di interventi di chirurgia plastica alla zona mammaria, come nella mastopessi o nella mastoplastica riduttiva).

La protesi viene posizionata sempre dietro la ghiandola mammaria, la cui attività quindi non subisce alcuna interferenza né durante né dopo l’intervento. Il capezzolo, i dotti galattofori e la ghiandola mammaria ne escono inalterati e conservati nelle loro funzioni.

L’uso della mastoplastica additiva in caso di cedimento leggero della mammella

Il rilassamento del seno, chiamato con termine tecnico ptosi, può essere rimediato tramite la mastoplastica additiva solo se è lieve e non in stato avanzato. La mastoplastica, in questo caso, riempirebbe la tasca mammaria svuotata dotandola ancora una volta di volume, con un effetto lifting.

Se la ptosi è invece più grave e vi è cute in eccedenza, è consigliabile non procedere tramite mastoplastica e quindi con l’innesto di una protesi, ma attraverso il lifting del seno vero e proprio (mastopessi), che elimina i tessuti sovrabbondanti e solleva la mammella. Questo non esclude che durante il lifting sia operabile anche una mastoplastica, con l’inserimento di protesi mammarie.

Prezzi e spese della mastoplastica additiva

È difficile stabilire un prezzo di media, ‘generale’, della mastoplastica additiva. È un fattore estremamente personale, vale a dire legato alla visita preliminare con il chirurgo, alle necessità del paziente, alle sue aspettative estetiche, tutti dati che andranno a determinare il tipo di intervento e quindi i costi che richiederà.

Nel prezzo finale dell'operazione sono comprese anche le protesi mammarie, il cui costo varia in funzione della loro forma, della loro proiezione e della loro superficie, e naturalmente del materiale di cui si compongono. Altri fattori che incidono sulla variazione del costo sono il posizionamento dell'incisione a cui si decide di ricorrere e il posizionamento della protesi.

La quantità di fattori in gioco fa sì che la soluzione migliore sia contattare la nostra clinica, che sarà felice di fornire un preventivo che risulti modulato sia sulle aspettative del paziente sia sulla realtà della sua costituzione fisica.

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