Mastopessi - Sollevamento del seno

Mastopessi Milano - Sollevamento del seno

Con il termine mastopessi si indica un intervento di chirurgia estetica mirato al sollevamento del seno femminile. Questa tecnica è in grado di modellare, fissare e dare una nuova forma al seno. 

Si può assistere a una perdita di elasticità dei legamenti sospensori della ghiandola mammaria o della cute, spesso dovuti a fattori come la gravidanza e l’allattamento. Anche l'aumento di peso o la repentina perdita di chili possono influenzare la compattezza e la forma del seno.

Quando è presente un rilassamento, uno svuotamento o un concreto abbassamento del seno, si osserva anche un forte disagio emotivo nella donna. Questo accade perché la zona mammaria rappresenta da sempre un simbolo di femminilità.

L'intervento chirurgico di mastopessi con sollevamento del seno pone fine al disagio psicofisico in modo risolutivo e permanente.

Viene ricreato un profilo più giovane e sodo, restituendo alla donna il volume mammario desiderato con l’esaltazione della forma.

Mastopessi: quando intervenire?

L'intervento di mastopessi è consigliato, in genere, alle donne che presentano un disagio emotivo evidente, causato dalla perdita di elasticità del proprio seno. Qualunque sia la causa scatenante, la mastopessi si rivela una scelta utile ai fini di riottenere un seno tonico e giovane.

Il dottor Domenico Miccolis è a vostra completa disposizione per sciogliere ogni dubbio riguardo l’intervento. Il chirurgo plastico, attraverso una visita medica approfondita, potrà stabilire il grado di ptosi del seno come punto di partenza per stabilire se l'intervento è consigliato o meno.

La candidata ideale alla mastopessi presenta una ptosi severa o moderata, nei casi di ptosi lieve vi sono altre alternative che il chirurgo potrà suggerire. Il passaggio da un grado all'altro è dato da un effettivo allungamento di distanza tra clavicola e capezzolo. 

Esiste persino una condizione definita pseudo-ptosi che si caratterizza per un mantenimento della distanza di cui sopra, ma con una notevole perdita di sostanza del tessuto adiposo e ghiandolare.

Il risultato è comunque quello di un seno cadente.

I gradi di severità da valutare sono tre:

1) Ptosi lieve: indica un cedimento limitato del seno per il quale può essere suggerita una piccola incisione sotto l'areola, tanto da consentire lo spostamento verso l'alto. Può avvenire, in alcuni casi, con ancoraggio della ghiandola al muscolo pettorale.

2) Ptosi moderata: il seno è più cadente e richiede, oltre all'incisione precedente, anche una verticale per rimodellare la forma e restituire tonicità.

3) Ptosi grave: è il caso più serio di rilassamento del seno. Questo esige incisioni a forma di “L” o di “T” e prevede sempre il dovuto ancoraggio della ghiandola al muscolo pettorale. È associabile anche un impianto di protesi, qualora lo svuotamento sia particolarmente severo.

L'intervento di mastopessi può essere eseguito a qualunque età, tuttavia, la scelta di sottoporre un minore a questo intervento dipende dalla volontà e dalla responsabilità dei genitori.
Per effettuare un lifting del seno si suggerisce di attendere che esso completi la fase di sviluppo, anche se vi sono casi di adolescenti che in seguito a diete ferree si ritrovano con seni svuotati.

L'allattamento e la gravidanza sono spesso causa di ptosi, ma può incorrere anche prima e per altri fattori. Molte donne si rivolgono alla nostra clinica, per l'intervento di mastopessi, anche prima di avere figli. Se la ptosi non è grave, la mastopessi lascia i dotti galattofori e i capezzoli nettamente integri e si potrà allattare anche in seguito. È importante che la paziente discuta con il chirurgo di questo aspetto, così da ricevere le informazioni in merito e sottoporsi in modo consapevole all'intervento. 

Durante il consulto chirurgico e la visita verranno misurate le dimensioni del seno e valutate le aspettative cui la paziente auspica. Questo consente di stabilire il tipo di mastopessi mirata a ottenere il sollevamento del seno desiderato, nonché la forma e l'aspetto del seno in generale.

Può essere significativo aver stabilizzato il proprio peso prima dell'intervento.

La prima cosa da fare è certamente la visita medica con il chirurgo estetico. In questa fase, sia attraverso domande specifiche anamnestiche, sia attraverso la semplice visione e palpazione dei seni, si procederà a stabilire se sussistono le condizioni all'intervento.

Mastopessi: come prepararsi all'intervento

Si intendono sia condizioni di tipo clinico e anatomico, sia di tipo psicologico. Il suggerimento è sempre quello di porre tutte le domande, i dubbi e le eventuali perplessità al proprio chirurgo, perché è suo compito scioglierle con professionalità e dopo attenta analisi della situazione.

Durante il consulto pre-operatorio, oltre all'anamnesi completa della paziente e a un effettivo esame, verranno prese le misure e fatte delle fotografie ai seni. Questo consente al chirurgo di studiare bene il grado di ptosi e le soluzioni da adottare e proporre alla paziente.

Viene presa in considerazione la forma, la dimensione, il grado di ptosi, la qualità e l'elasticità della cute mammaria, nonché la posizione dei capezzoli e delle areole.

Nella stessa sede, il chirurgo discuterà con la paziente stessa le tecniche interventistiche, il decorso post-operatorio e l'esito cicatriziale previsto. Se richiesto e necessario, è anche possibile vedere una ricostruzione grafica e virtuale dei risultati potenziali.

In questo modo si può decidere con maggiore serenità se sottoporsi o meno all'intervento, vedendo un'anteprima del risultato e confrontandolo con le proprie aspettative.

Per prepararsi all'intervento, bisognerà sottoporsi a esami come l’elettrocardiogramma, le analisi ematochimiche e per le donne che hanno superato i cinquant'anni di età, può essere utile una mammografia per avere un quadro più chiaro. Questa serve a stabilire con estrema franchezza che lo stato di salute generale sia buono e di conseguenza compatibile con l'esecuzione dell'intervento di mastopessi.

Nei casi in cui la cadenza del seno sia davvero severa, il chirurgo potrà proporre, oltre al sollevamento del seno, una mastoplastica additiva, che consiste nel riempimento mediante protesi.

Ai fini di un'ottimale preparazione alla mastopessi è consigliato smettere di fumare o astenersi dal largo consumo di tabacco per la settimana che precede l'intervento. Può essere indicato evitare l'assunzione di alcuni farmaci anti-infiammatori, aspirine e integratori a base di erbe per la coagulazione del sangue, suggerimento valido per tutti gli interventi chirurgici.

Se la paziente segue determinate terapie non c'è alcun problema: basterà parlarne con il chirurgo per poterle regolare in funzione dell'intervento o, semplicemente, per esserne a conoscenza e stabilire le giuste interazioni.

Mastopessi: intervento e procedure

La prima cosa che il chirurgo deve fare è procedere con il disegno, sulla cute mammaria, della tecnica chirurgica stabilita in fase pre-operatoria. Verranno così definite le misure precise sulla pelle stessa e sarà più semplice eseguire le incisioni.

Le incisioni seguiranno il naturale profilo del seno e definiranno l'area di escissione chirurgica, nonché il nuovo e corretto posizionamento di areola e capezzolo.

Vi sono diverse tecniche interventistiche. Quella più comune e tradizionale per il sollevamento del seno comporta tre incisioni in tutto: una intorno all'areola, una verticalmente a partire dal bordo inferiore dell'areola fino alla piega sottomammaria e la terza, invece, viene praticata in orizzontale seguendo la curvatura del seno.

Il chirurgo rimuove l'eccesso di pelle del seno, riposizionando correttamente capezzolo e areola, in modo da conferire un aspetto naturale. Nel caso in cui il seno presenti una ptosi severa, anche l'areola risulterà compromessa, pertanto, prima di collocarla nella giusta sede, verrà opportunamente modellata e ridotta di circonferenza.
Per ottenere il volume e l'aspetto desiderato dalla paziente, viene asportato il tessuto adiposo e ghiandolare eccedente e poi si compatta la cute. Il chirurgo opera in modo tale da lasciare capezzoli e areole connesse al tessuto mammario, permettendo così alla paziente di non perdere la possibilità di allattare e lasciando di solito indenne la sensibilità.

Vi sono delle varianti nella tecnica chirurgica, che possono applicarsi secondo il grado di ptosi del seno, la forma e la dimensione. Ogni tecnica è idonea per un caso specifico da valutare in fase pre-operatoria.

Alcune volte si riesce a evitare l'incisione orizzontale sotto il seno, altre volte si evita quella verticale, che va dal bordo inferiore dell'areola fino alla piega del seno. Nel caso in cui il grado di ptosi e le altre condizioni lo consentano, il chirurgo valuterà certamente l'ipotesi di una tecnica modificata al fine di evitare cicatrici non necessarie.

La mastopessi e il sollevamento del seno prevede, sì, tre tipi di incisioni, ma non è detto che debbano essere effettuate tutte.

L'incisione verticale si compie in funzione di un lifting verticale del seno, che è consigliato a tutte le donne che non richiedono una rimozione così ampia dei tessuti adiposi o ghiandolari e permette di avere cicatrici davvero minime. La pelle e anche i tessuti vengono rimossi in una precisa direzione verticale, dopo aver praticato un'incisione piccola nella parte anteriore del seno. In questo modo si rimuove il grasso e si rimodella il tessuto fino al raggiungimento di un seno armonioso. Tale procedura è conosciuta anche con il nome di mastopessi a cicatrice corta.

Il sollevamento orizzontale del seno, o mastopessi orizzontale, prevede una tecnica chirurgica adatta alle donne che presentano una base stretta e una forma tendenzialmente allungata del seno.
Il chirurgo, dovendosi muovere in uno spazio stretto e dovendo sollevare un seno di per sè piccolo, non rimuove il grasso dal tessuto o la pelle. Procede, invece, rimodellando il tessuto mammario così da ottenere un seno dal profilo tondeggiante e sodo. La mastopessi orizzontale generalmente richiede lo spostamento del capezzolo di pochi centimetri, per armonizzarsi alla nuova forma. La cicatrice risultante è spesso nascosta dalla curva di base del tessuto del seno stesso.
L'intervento si può eseguire anche con una mastopessi a “T” rovesciata, per coloro che vogliono ottenere risultati più significativi.

Si esegue praticando un'incisione piccola e orizzontale, seguendo la linea del solco sottomammario. Si prosegue con una seconda incisione in verticale fino a raggiungere il capezzolo. In ultimo, si incide intorno all'areola per ricreare una “T”, appunto, rovesciata. Tutta l'area del capezzolo viene opportunamente ricollocata nel centro esatto del cono mammario e i tessuti vengono suturati.
Il risultato ottenuto è quello di un seno sodo e giovane, visibile già con l’inizio del processo di guarigione della pelle.
Qualunque sia la tecnica chirurgica praticata per la mastopessi e il relativo sollevamento del seno, alla fine dell'intervento verranno posizionati dei bendaggi compressivi. Questi vanno tenuti per qualche giorno su precisa indicazione del chirurgo operante.

Mastopessi: Anestesia

La mastopessi è un intervento estetico piuttosto semplice, in ogni caso richiede un'accuratezza in tutte le fasi, comprese quelle pre-operatorie.

La visita anestesiologica è doverosa ai fini di stabilire a quale anestesia sottoporsi. L'anestesista prevede semplicemente la verifica e la valutazione degli esami prescritti e già effettuati. Verranno poste domande circa eventuali farmaci che si assumono o che si sono assunti in passato, la storia medica e l'esistenza o meno di allergie.

Il sollevamento del seno, presso la nostra clinica, si può eseguire anche in previsione di una dimissione precoce, ossia senza ricorrere all'anestesia generale. 

La nuova tecnica anestesiologica prevede un'anestesia locale mediante infiltrazioni direttamente in loco. Il tutto avviene dopo una sedazione endovenosa profonda della paziente.

I vantaggi sono molteplici sia a livello psicologico che clinico. In realtà, a essere anestetizzata è solo la zona mammaria, quindi al risveglio non si avranno i normali e comuni disagi dovuti a un'anestesia generale.

Insieme all'anestetico locale è prevista la contemporanea infiltrazione di un vasocostrittore che impedisce al sangue di affluire eccessivamente nella zona sottoposta a intervento. Questo consente di evitare inutili perdite di sangue durante la procedura, garantendo un campo operatorio migliore in termini di visibilità e una ripresa post-operatoria più rapida.

Durante tutta la durata dell'intervento si mantiene l'autonomia respiratoria e cardiaca della paziente, pertanto non vi è necessità di intubazioni e la dimissione post-intervento è nettamente più veloce.

Può essere eseguita in regime di day hospital con costi sensibilmente ridotti. Solo in casi particolari, su specifica richiesta della paziente e se compatibile, può essere necessaria l'anestesia generale. In tal caso sono previsti esami pre-operatori diversi e la degenza in clinica di una o due notti.

Cicatrici della Mastopessi

La tecnica chirurgica utilizzata comporta diverse tipologie di cicatrici. Con lo spostamento dell’areola e del capezzolo, si avrà un esito cicatriziale atto ad ottenere il rimodellamento del seno cadente.
Solitamente le procedure per il sollevamento del seno soddisfano ampiamente le aspettative della paziente, che sarà sempre opportunamente informata prima dell'intervento stesso. 

Si possono avere delle cicatrici collocate nella piega sottomammaria e quindi orizzontali
Oppure cicatrici verticali, che partono dall'areola e scendono fin sotto la piega del seno o ancora cicatrici rotonde, che ruotano in modo perimetrale attorno al capezzolo.
Si tratta comunemente di linee molto sottili, grazie soprattutto alle nuove tecniche di micro-chirurgia, che permettono di intervenire senza più praticare incisioni di notevoli dimensioni. Qualora la paziente voglia completare il lifting del seno con un lifting anche delle cicatrici, questo sarà possibile dopo qualche mese dall'intervento.

Il risultato apprezzabile migliorerà ulteriormente gli esiti cicatriziali.

Pensare a una semplice T rovesciata rende bene l'idea di quella che sarà la cicatrice potenzialmente visibile dopo la mastopessi. A formare la “T” si avrà:

  • una cicatrice intorno al capezzolo;
  • una cicatrice orizzontale sulla linea del solco sottomammario;
  • una cicatrice verticale che raggiunge l'areola.

Di queste tre incisioni, quella che risulta vagamente più evidente delle altre è la verticale, quella rotonda e quella orizzontale vengono, invece, nascoste bene dalla forma e colorazione del seno.

Si deve considerare che non è possibile apprezzare e valutare l'esito cicatriziale subito dopo l'intervento. Servono alcuni mesi per dare modo alla pelle di riprendersi e anche al colore stesso delle ferite di armonizzarsi con il colore della cute circostante.

Le cicatrici tendono a sbiadire, specie se ci si attiene scrupolosamente alle indicazioni post-operatorie e se non ci si espone al sole nei mesi appena successivi alla mastopessi.

Molto spesso le cicatrici dipendono dai soggettivi tessuti della paziente, dalla predisposizione a formare cheloidi o altro. Tuttavia, sono casi rari: la nostra clinica è comunque a disposizione per aiutarvi anche nella risoluzione di queste problematiche conseguenti alla mastopessi.

Vi sono tecniche chirurgiche, per le donne che non presentano un grado severo di ptosi, che consentono di avere cicatrici davvero minime. 

La tecnica per il lifting del seno, caratterizzata da una piccola incisione a forma di ciambella, permette di rimuovere e scolpire il tessuto sottostante intorno all'areola in modo tale che i tessuti adiacenti possano essere suturati alla perfezione.

Anche la mastopessi a mezzaluna, praticabile solo per seni con ptosi lieve, lascia cicatrici piccole e presto invisibili, grazie a una procedura davvero semplice. Si esegue un'incisione appena sufficiente a poter ricollocare il seno, la zona del capezzolo e l'areola in una posizione più alta. Il tutto grazie a un taglio a forma di mezzaluna che, nell'esito cicatriziale, sarà mascherato e camuffato molto bene dalla stessa forma del seno.

Mastopessi: decorso post-operatorio

Dopo un intervento di mastopessi per il sollevamento del seno sarà necessario seguire delle piccole accortezze.

La sera dell'intervento si dovrà seguire una dieta leggera. Bisognerà considerare un normalissimo torpore per alcune ore. Per questo motivo, se ci si vuole alzare dal letto la sera stessa, servirà aiuto. Già dal giorno seguente ci si sentirà molto meglio e si può iniziare a stare in piedi progressivamente per periodi più lunghi.
Un lieve indolenzimento è previsto ed è normale in ogni post-intervento.

Il chirurgo prescriverà tutte le indicazioni cui attenersi e i farmaci da assumere. Per esempio, sono da evitare movimenti con le braccia per almeno una settimana, in modo da consentire ai tessuti di cicatrizzarsi in maniera lineare. Evitare sforzi è fondamentale nella fase di guarigione, perché è bene che la cicatrizzazione avvenga senza trazioni di sorta. 

Trascorso qualche giorno dall'intervento, la paziente si sentirà sempre meglio. Tuttavia, nonostante si riescano a compiere movimenti agili, è utile non sottovalutare l'importanza di evitare piegamenti e sforzi di ogni genere, per non incorrere in maggiori gonfiori delle zone operate.

Può essere necessario dormire sulla schiena per un primo periodo successivo alla mastopessi, al fine di non esercitare compressioni sui seni appena rimodellati.

chirurghi della nostra clinica, insieme a tutti gli assistenti, resteranno disponibili per qualunque dubbio o necessità dovesse insorgere una volta a casa.

Bisognerà sottoporsi alle medicazioni post-operatorie, come indicato dal nostro personale. Questo aiuterà a tenere sempre pulite le ferite e a farle rimarginare prima, quindi si procederà alla rimozione dei punti. È una procedura che avviene in circa tre settimane. A partire dalla prima settimana vengono rimossi i primi punti, e poi a seguire gli altri in base alla risposta dei tessuti.

Solitamente viene invitata la paziente a indossare un reggiseno, cosiddetto di supporto, almeno per due o tre settimane, a seconda del tipo di mastopessi cui ci si è sottoposte. In ogni caso, il reggiseno si indossa finché il fisiologico gonfiore post-intervento persiste.

Il dolore dopo la mastopessi è davvero di scarsa entità, tuttavia, in caso di necessità, può essere prescritto senza problemi un antidolorifico.

Si potrebbe avvertire una leggera riduzione della sensibilità localizzata intorno all'areola e in generale all'area del capezzolo. Non c'è nessun motivo di allarme, questa è una sensazione dovuta alle procedure interventistiche e si risolve nel giro di poco tempo. Tuttavia il tempo è un fattore soggettivo, che varia di caso in caso. È impossibile stabilire con una previsione di assoluta certezza quanto durerà la riduzione di sensibilità post-operatoria, di norma qualche mese o in rari casi un anno.

Inizialmente il seno può apparire leggermente gonfio e arrossato nei punti delle incisioni: anche questo rientra nella normalità. Con il passare del tempo il sollevamento del seno inizia a farsi apprezzare restituendo l'immagine auspicata. Quando anche le cicatrici si saranno scolorite e avranno raggiunto un adeguato processo di guarigione, l'impatto visivo sarà migliore.

Per un decorso post-operatorio più rapido, è necessario non bagnare le ferite nei primi giorni successivi alla mastopessi. Verranno sempre date delle chiare istruzioni sulle modalità di lavaggio, per far guarire più velocemente le aree di incisione.

L'esposizione al sole è vietata per i primi mesi, successivamente bisognerà comunque applicare una protezione totale per evitare anomale pigmentazioni della pelle circostante alle cicatrici.

La ripresa delle quotidiane attività, anche lavorative, dovrà essere graduale. Sarà il chirurgo a fornirvi indicazioni da seguire, attraverso i controlli e le medicazioni. Per l'attività sportiva è necessario aspettare, di norma, almeno un mese.

I risultati della Mastopessi

Le donne che si rivolgono alla nostra clinica per il sollevamento del seno hanno come obbiettivo primario quello di restituire al proprio corpo la femminilità perduta.

La mastopessi, grazie a un intervento sui tessuti, sull'areola e sul capezzolo, mira a tonificare, sollevare e rimodellare il seno.

Il seno dovrà risultare sollevato, ma con un aspetto che sia il più naturale possibile.

In base alla severità di ptosi mammaria di cui si soffre, il chirurgo stabilirà già in fase pre-operatoria l'approccio interventistico migliore per arrivare al risultato auspicato dalla paziente.

Il riposizionamento delle areole, contemporaneamente al sollevamento del seno, contribuisce a donare un aspetto armonioso e gradevole, mantenendo un risultato naturale.

Le cicatrici guariranno nei tempi prestabiliti e provvederanno pian piano a uno scolorimento fisiologico.

Le linee di incisione sono diverse a seconda del tipo di mastopessi, tuttavia saranno eseguite in aree strategiche, che consentono di mascherarsi bene tra i tessuti e le forme del seno stesso.

Il risultato della mastopessi è da considerarsi permanente.

 È naturale che lo stile di vita contribuisca, in positivo o in negativo, alla durata dei risultati: 

  • una buona protezione dai raggi solari;
  • aumenti e perdite di peso;
  • gravidanze con rilevante aumento di peso;
  • in generale, qualunque evento che stressi la pelle.

A parte qualche raro caso, dopo una mastopessi il seno resta piuttosto sodo nel corso del tempo. Vi sono donne che comunque tornano nella nostra clinica per rivalutare il caso a distanza di molti anni. Questo accade per un semplice discorso di invecchiamento e di gravità, che finisce con l'alterare di nuovo il seno.

È un fattore comune a tutte le donne ed è indipendente dal precedente intervento di mastopessi, che, al contrario, preserva e ritarda il naturale decorso di invecchiamento.

Mastopessi: sottoporsi all'intervento con consapevolezza

Per sottoporsi a un intervento di mastopessi è importante stabilire con il chirurgo un rapporto di fiducia e stima. La nostra clinica garantisce a tal proposito dei follow-up a intervalli regolari, al fine di mantenere costante il rapporto medico-paziente e gestire bene la situazione.

Per arrivare a questo bisognerà discutere dell'intervento a 360 gradi, prima di prendere ogni decisione.

Il consenso informato viene sempre firmato alla luce di tutte le informazioni necessarie a fornire alla paziente un quadro semplice e chiaro.

La mastopessi non comporta significative e importanti complicazioni, specie se ci si attiene alle indicazioni post-operatorie fornite dal nostro personale.

Le statistiche riportano una netta maggioranza di donne ampiamente soddisfatte dalla mastopessi, senza riscontrare particolari problemi.

Il tema dei rischi di un intervento viene sempre e comunque affrontato, anche se per alcuni tipi di interventi è strettamente limitato al potenziale e non al probabile.

Il fatto di non ricorrere all'anestesia generale, ad esempio, elimina gran parte delle complicanze di solito dovute ad essa.

Con l'anestesia locale e relativa sedazione profonda, non si subiscono intubazioni e si mantiene un'autonoma respirazione e attività cardiaca. In questo modo si evitano i rischi relativi e si ottiene una ripresa precoce.

Persino i rischi legati alle infezioni sono controllati grazie all'esecuzione di incisioni molto piccole, che espongono meno le zone operate. Eventualmente si può discutere dell'assunzione di un antibiotico preventivo.

La consapevolezza nel decidere di sottoporsi alla mastopessi risiede anche nel comprendere tutti i possibili risultati che si possono ottenere. 

La simmetria dei seni può non essere immediatamente soddisfacente, dovuto spesso al leggero gonfiore iniziale, che si risolverà in poco tempo. Tuttavia, la paziente deve considerare che nessuna donna presenta dei seni perfettamente uguali, per cui una leggera asimmetria va intesa come un fattore di assoluta normalità.

La sensibilità, generalmente, non subisce alterazioni permanenti, tuttavia può avvertirsi una riduzione della sensibilità cutanea nei primi giorni. Questa riduzione può, in taluni casi, protrarsi anche per qualche mese, ma di solito si risolve spontaneamente.

Lo schema cicatriziale è un ulteriore fattore che verrà illustrato alla paziente, data la particolarità, per studiare quello migliore in base alla gravità di ptosi del seno.

Un ultimo importante discorso da affrontare con il chirurgo prima dell'intervento è relativo al volume del seno cui si mira. Mentre si corregge il seno cadente si può comunque ottenere un secondo risultato: aumento del volume o diminuzione.

Se uno di questi fosse esplicito desiderio della paziente, i nostri chirurghi proporrebbero un contemporaneo intervento: o di mastoplastica additiva, con inserimento di protesi, oppure di mastoplastica riduttiva con riduzione dell'adipe in eccesso.

La paziente deve essere consapevole che la grandezza del seno è sempre proporzionale alla quantità di tessuto adiposo, pertanto strettamente correlato a eventuali e significativi cambiamenti di peso corporeo.

Sia prima della mastopessi, che durante il decorso post-operatorio, sarà determinante che la paziente segua le indicazioni del chirurgo ai fini del risultato migliore per una rapida ripresa.

Mastopessi e Allattamento

Molte donne si rivolgono alla nostra clinica per il sollevamento del seno proprio in seguito a una gravidanza che ha tolto tonicità alle mammelle o ne ha provocato uno svuotamento. Sottoporsi alla mastopessi non significa rinunciare necessariamente all'allattamento.

L'allattamento è possibile anche dopo l'intervento di mastopessi, salvo alcuni casi. L'operazione chirurgica, nello specifico, implica uno spostamento dell'areola e del capezzolo. Sarà la severità di ptosi e di cadenza del seno a definire il tipo di intervento da eseguire e, di conseguenza, la possibilità che venga compromessa la capacità di allattare.

Nel caso in cui la cadenza del seno sia molto grave, si dovrà eseguire un trapianto libero dell'areola: in quel caso non sarà più possibile allattare.

Bisogna sottolineare che casi così gravi, di solito, si riscontrano in donne di una certa età o che hanno già allattato, per cui il problema è inesistente.

Nelle pazienti più giovani o affette da ptosi lieve, ma anche moderata, si procede con tecniche che mirano a salvaguardare la capacità di allattamento pur ottenendo un buon risultato nel sollevamento del seno.
I capezzoli e i dotti galattofori vengono lasciati del tutto integri e non si compromette il potenziale allattamento.

Perché ricorrere alla Mastopessi? Cause del seno cadente

Ricorrere alla mastopessi è fondamentale per molte donne, sia a livello emotivo che fisico.

I due fattori in realtà viaggiano sullo stesso binario.

In termini fisici si nota un seno non più gradevole, in termini emotivi si vive un disagio concreto.

Il disagio è dato dalla perdita di sensualità e di femminilità: un seno cadente e svuotato rende la donna meno sicura di sè e scontenta del suo aspetto.

Il fenomeno della pelle che cede fa parte di un naturale processo di invecchiamento cui è impossibile sottrarsi. Purtroppo, a volte questo processo è reso più celere da alcuni fattori esterni.

Le cause del rilassamento del seno, infatti, sono molteplici:

  • L'invecchiamento, in primis, comporta sempre una ptosi dei tessuti. Questo si evince in diverse zone, come la mandibola, il collo e ovviamente il seno.
  • Il sole rende meno elastica la pelle e influenza in modo significativo l'invecchiamento cutaneo.
  • Il peso è un fattore determinante. Quando si è molto giovani, si possiede un'elasticità cutanea per la quale gli sbalzi di peso vengono ben tollerati. Con il passare del tempo, però, questa elasticità si perde e la trazione meccanica cui vengono sottoposti i tessuti, durante i repentini cambi di peso, sono sempre meno tollerati. Interviene un significativo rilassamento del seno in seguito a un grande aumento di peso, seguito da consistente dimagrimento.
  • La gravidanza porta molte donne a un aumento brusco di peso, aiutato peraltro da sbalzi ormonali, e questo non aiuta i tessuti mammari.
  • L'allattamento è una causa di ptosi da associarsi alla gravidanza. Nella fase di gestazione si ha un considerevole aumento del volume delle mammelle, che perdura durante tutto l'allattamento. Subito dopo inizia un'altra fase, quella relativa alla diminuzione di volume e svuotamento.

Il sollevamento del seno si ritiene una tecnica risolutiva e duratura, per ognuna di queste cause scatenanti ptosi mammaria.

Mastopessi Additiva: se il sollevamento del seno non basta

Decidere di sottoporsi a un intervento di mastopessi significa anche auspicare a un risultato che soddisfi in pieno. La nostra clinica autorizzata è a disposizione per consulti volti a trovare la soluzione più adatta ad ogni specifico problema. Ogni ptosi mammaria va valutata a sè, perché a volte può non essere sufficiente il solo sollevamento del seno.

Nel caso in cui la paziente, mostri una caduta del seno grave o moderata e unitamente si riscontri uno scarso tessuto adiposo e ghiandolare, il problema non si risolverebbe con la sola mastopessi.

Una volta eseguito il sollevamento del seno, questo risulterebbe comunque piccolo e sproporzionato, specie in seguito a svuotamento e caduta da allattamento.

La soluzione idonea a risolvere questa problematica è la mastopessi additiva. La tecnica prevede, oltre alla normale procedura per sollevare il tessuto e riposizionare il capezzolo, l'inserimento di una protesi mammaria.

Prima dell'intervento si può discutere del volume che si intende ottenere, in modo tale da permettere al chirurgo di fare le dovute valutazioni sulla reale fattibilità.

Se è vero che eliminare il tessuto eccedente, rimodellando il seno, potrebbe non essere sufficiente, è pur vero che non si deve mai esagerare con le proporzioni.

Un seno naturale è dato da una proporzione razionale.

La misura delle protesi da utilizzare per la mastopessi additiva è da stabilire in base a criteri oggettivi e anatomici e in base all'aspettativa che la donna nutre rispetto all'intervento.

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